LA VICENDA DI NORMAN R. BERGRUN NEL 1987 A ROMA OSPITE DELL’UNESCO E DELL’ACCADEMIA EUROPEA, SOTTO GLI AUSPICI DELLA ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI. PREGIUDIZI ALGORITIMICI E BIAS NELLA VERITÀ STORICA ALTERATA E IL RISCHIO DELLA PERDITA DI MEMORIA

In data 21 settembre 2026 sono stato intervistato da Francesco Polimeni delle Ali del Brujo (canale YouTube). Ho parlato dell’accesso all’informazione, del problema dell’archiviazione e memorizzazione del sapere e del rischio paventato da Julian Assange nel 2012 (in un saggio scritto con altri attivisti e intitolato Cypherpunks. Freedom and the Future of the Internet, AA.VV. ), di vedere la storia alterata e manipolata da una digitalizzazione soggetta ad arbitrio o a pregiudizi algoritmici, qualora si perda l’accesso alla consultazione e conservazione cartacea dei documenti.
Francesco e io abbiamo parlato dell’ingegnere aeronautico e aerospaziale Norman Riley Bergrun (1921-2018) e dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Una storia fino ad oggi inedita e che mi ha coinvolto in prima persona.

Questa storia coinvolge indirettamente gli studi scientifici sul pianeta Saturno e sulle sue Lune e bellissimi anelli condotta negli ultimi decenni da diverse agenzie spaziali (NASA, ESA, ASI) e alcune anomalie investigate già negli anni Ottanta dal dottor Norman R. Bergrun, con il quale ebbi personalmente uno scambio epistolare nell’anno 2010, otto anni prima della sua morte avvenuta nel 2018 all’età di 96 anni (Norman Bergrun è autore del controverso libro intitolato Ringmakers of Saturn, 1986).
Bergrun mi chiese già allora di commentare pubblicamente il suo intervento a Roma nell’ottobre 1987 in un contesto culturale di primissimo livello, sotto gli auspici della Accademia Nazionale dei Lincei, un convegno organizzato a quel tempo dall’UNESCO e dalla Accademia Europea di Scienze, Lettere e Arti (“La dimensione scientifica dello sviluppo culturale” colloquio internazionale che si tenne a Roma dal 30 settembre al 2 ottobre 1987).

Poche ore prima di andare in diretta nell’intervista citata, avevo scritto una lettera di posta elettronica all’indirizzo della Segreteria della Accademia Nazionale dei Lincei, chiedendo delucidazioni sulla mancanza del nominativo di Norman Bergrun nell’archivistica storica dell’ente e soprattutto sulla sparizione del risultato di ricerca del medesimo, nominativo che invece avevo trovato indicizzato senza problemi nell’anno 2010 scaricando all’epoca un estratto in file PDF del volume pubblicato negli Atti dei convegni da parte dell’Accademia.
Il giorno seguente, 22 settembre 2026, ho ricevuto una risposta cortese e tempestiva da una responsabile dell’Archivio dell’ Accademia Nazionale dei Lincei, la quale risposta ho letto integralmente e commentato pubblicamente in un audio (8 minuti e mezzo circa). La risposta in parte ha chiarito alcuni dubbi (ma non tutti). Pare che sia in atto un recente aggiornamento dei sistemi informatici e di gestione dell’archivistica della Accademia e questo spiegherebbe, in parte, l’assenza nella piattaforma Web dell’Accademia del risultato di ricerca del nominativo dello studioso statunitense, in riferimento agli atti dei convegni dei Lincei.
Mi è stato spiegato che i fascicoli archivistici che riguardano Norman Bergrun non sono stati ancora inventariati. Ma come mai io allora sedici anni fa, trovai senza problemi il nominativo di Bergrun nel sito dell’Accademia?

Il suo nominativo e quello di altri studiosi, mi è stato riferito “[…] saranno indicizzati e resi ricercabili attraverso il sistema” prossimamente.

Inoltre mi è stato spiegato che “[…] il sito dell’Archivio Storico dell’Accademia consente la consultazione degli inventari della documentazione archivistica divenuta storica, cioè relativa ad affari conclusi da oltre quarant’anni. Pertanto il motore di ricerca dell’Archivio Storico non costituisce uno strumento di ricerca bibliografica delle pubblicazioni, bensì un accesso agli inventari archivistici attualmente disponibili”.

Ho poi commentato con un terzo e ulteriore audio tutta la vicenda (13 minuti circa), riepilogando il tema dell’intervista rilasciata il 21 settembre 2021 sul canale YouTube Le Ali del Brujo, il problema della corretta digitalizzazione e conservazione e trasmissione storica degli eventi, e la correlata questione di indicizzazione di documenti e fatti storici che, nella fattispecie, ha posto alla attenzione dell’opinione pubblica il problema dei punti ciechi della digitalizzazione e della ricerca in Rete e la questione del pregiudizio algoritmico e dei bias delle cosiddette Intelligenze Artificiali, che possono condurre a risultati paradossali e disinformativi.


In ultima analisi, ho espresso la mia opinione con un esempio pratico di correzione di un pregiudizio algoritmico dei motori di ricerca che è in grado di, in presenza di buchi informativi (punti ciechi) od omissioni, alterare una memoria storica documentata e agli atti. Le risposte dei modelli linguistici del motore di ricerca di Google e della stessa Gemini (IA di Goole), mi hanno spiegato che gli errori in cui incorrono i motori stessi e le IA possono essere generati dal limite di accesso informatico all’indicizzazione dei dati: spesso accade che volumi cartacei non sono digitalizzati analiticamente per singoli capitoli e autori. Non trovando match esatto, i modelli linguistici tendono (a causa di un pregiudizio algoritmico, un vero e proprio bias) a basarsi unicamente su fonti secondarie, biografie generali, ed estendono le caratteristiche e la biografia e gli interessi di un Autore anche a fatti ed eventi di cui la Rete non ha riscontro, arrivando ad affermazioni destituite di fondamento.

Il modello linguistico del motore di ricerca di Google mi ha argomentato l’errore in cui è incorso parlando di “buco nero della digitalizzazione” e di “cortocircuito dell’algoritmo” che portano a dare per scontata l’assenza di tracce storiche reali e documentate, impossibili secondo l’algoritmo. Mi è stato poi suggerita la procedura per segnalare al team di data quality di Google l’errore riscontrato, affinché i revisori umani (ingegneri e tecnici) possano aggiornare i database, correggere “i filtri algoritmici” e consentire delle risposte alle interrogazioni in Rete più precise e opportune, impedendo che “il sistema continui a scambiare una traccia storica reale per una fake news”.

La IA di Gemini mi ha invece risposto che, appreso il pregiudizio di cui era vittima, l’interazione con il sottoscritto che implementa dati bibliografici specifici e ignoti a Gemini, verrà integrata e monitorata nella qualità delle risposte (“data quality e RLHF”) per “[…] migliorare l’accuratezza dei modelli sulle fonti accademiche storiche non interamente digitalizzate.”

Il mio auspicio è che questa vicenda concernente le scomode ricerche di Norman R. Bergrun sulle anomalie di presunta matrice tecnologica extraterrestre presenti fra gli anelli di Saturno (da egli individuate come ipotesi) e presentate nel a Roma nel 1987 nel contesto di un prestigioso convegno internazionale, diventi paradigmatica affinché la cittadinanza attiva possa in futuro elaborare soluzioni orientate a scongiurare anche in altre discipline del sapere, rischi di oblio e alterazione della verità storica, con conseguente manipolazione della opinione pubblica su fatti storici e documenti agli atti, non citati, ignorati o degradati nella informazione gestita dalla complessa Rete di algoritmi delle IA connessa ai motori di ricerca di Internet, e che possono essere etichettati come fake news o leggende metropolitane quando sono invece fatti inconfutabili e documentati storicamente.

Luca SCANTAMBURLO
24 settembre 2026

Riferimenti Bibliografici


BERGRUN, Norman R., Ringmakers of Saturn, Pentland Press Ltd, Scozia, 1986.

BERGRUN, Norman R., The Prospective Impact of Science on Contemporary Culture, intervento pubblicato nel volume 83, Atti dei Convegni Lincei, colloquio sul tema “La dimensione scientifica dello sviluppo culturale. Promosso dall’Unesco e dall’Accademia Europea sotto gli auspici dell’Accademia Nazionale dei Lincei“, Roma, 1992, pagg. 133-139.

Photo Credits: NASA / Cassini, JPL



Foto ufficiale scattata dalla sonda Cassini (Saturno, anno 2004).
Si noti un oggetto di forma cilindrica, sconosciuto, in orbita nei pressi di uno dei poli di Saturno.
Photo Credits: NASA, JPL
Stampa personale a cura dell’Autore (Luca Scantamburlo)


Il dottor Norman Riley Bergrun (1921 – 2018)


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