LA SCUOLA DI SAN LEONARDO: DESTINO APPESO A UN FILO

Lettera aperta alle famiglie delle Valli del Natisone

In difesa delle scuole delle Valli del Natisone

Audio – in difesa delle scuole delle Valli, mp3 download

Il destino della Scuola primaria e secondaria di primo grado (ex scuola media statale) del comune di San Leonardo nelle Valli del Natisone, è appeso a un filo. Le pluriclassi della primaria e i pochi alunni iscritti al nuovo ciclo della scuola secondaria di primo grado, con prima scelta San Leonardo e San Pietro al Natisone come seconda o terza scelta, hanno nei mesi scorsi portato gli uffici scolastici della dirigenza alla decisione di dirottare le iscrizioni presso la scuola statale secondaria di San Pietro al Natisone.

L’incertezza che gravita sul futuro della scuola e il mancato avvio della classe prima (nonostante sette/otto famiglie avessero inizialmente manifestato il desiderio di proseguire, al termine del ciclo della primaria, la formazione scolastica a San Leonardo) hanno a un certo punto innescato una sfiducia diffusa presso molte famiglie i cui figli frequentano la scuola primaria.

Sfiducia e malcontento così diffusi al punto che vi sarebbe stata, a quanto pare, una richiesta alla dirigenza del Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli da parte di più famiglie, per un trasferimento alla scuola di San Pietro al Natisone sin dal prossimo anno scolastico, e un ripensamento da parte di quasi tutte le famiglie della scuola secondaria di primo grado che mesi fa erano invece determinate a difendere la sopravvivenza della scuola medesima, nonostante le poche iscrizioni e frequentazioni. Il Convitto di Cividale amministra e dirige infatti i tre plessi scolastici della statale con sede centrale a Cividale del Friuli, San Pietro al Natisone e San Leonardo.

Il sottoscritto proprio pochi mesi fa, a inizio febbraio 2026, era stato contattato in modo informale da interposte persone in collegamento con alcune famiglie aventi i figli iscritti a San Leonardo, alla ricerca di consigli e strategie per affrontare al meglio la difficile situazione demografica che impatta sul numero di iscrizioni. Mi sono così attivato dando a queste famiglie consigli e incoraggiamenti, finché non ho preso pubblicamente posizione come cittadino perché sono residente proprio nel comune di San Leonardo e dunque simbolicamente e indirettamente, la possibile chiusura della scuola tocca nell’animo e nella vicinanza fisica anche la mia persona che è parte del territorio e portatore di interesse generale assieme a tutti gli altri.

Poi, successivamente, mi sono affiancato in sussidiarietà orizzontale ai Sindaci delle Valli del Natisone (IV comma art. 118 Cost.) sempre proponendo soluzioni, perorando la difesa della scuola in quanto elemento di coesione territoriale cruciale per la sopravvivenza socio-demografica della comunità montana e presidio di formazione culturale, morale e spirituale dei nostri bambini delle Valli e dei comuni limitrofi, che un giorno saranno i cittadini del domani della Repubblica.
Le scuole come edifici e le relazioni fra docenti, non docenti e i bambini che ne sono i primi protagonisti e attori, sono la linfa vitale di tanti paesini di montagna e la loro presenza, oltre che elemento di attrazione demografica per il ripopolamento delle aree “interne”, è segnale di vitalità e un valore aggiunto dal punto di vista umano, culturale e sociale.

Ho dapprima diffuso un audio pubblico di sensibilizzazione nel febbraio 2026 e successivamente ho scritto una lettera al Messaggero Veneto (“Comuni montani e scuole a rischio”, pubblicata in data 19 giugno 2026) e poi diffuso un secondo audio che si può ascoltare anche in questa pagina, sempre in difesa del territorio della comunità montana e delle sue scuole a rischio chiusura.


Il futuro della scuola di San Leonardo dipende in primis dalla volontà e ultima decisione delle famiglie: se confermeranno la volontà espressa nelle ultime settimane dalla maggior parte di loro di ritirare e trasferire i propri figli in altri istituti comprensivi (a Cividale, Premariacco o Torreano o chissà dove) oppure vorranno che i propri figli lascino le scuole di San Leonardo per quelle di San Pietro al Natisone, la scuola di San Leonardo chiuderà definitivamente e probabilmente per sempre. Sarà una sconfitta per tutti dal punto di vista sociale e del territorio.

Se invece le famiglie delle Valli e dei comuni limitrofi rivedranno questa posizione e rivaluteranno la situazione alla luce di nuove considerazioni e prese di posizione delle istituzioni pubbliche, può darsi che vi sia una tenue speranza che la scuola sopravviva.
A tal fine, è necessario che le istituzioni a breve prendano posizione pubblica e l’Ufficio scolastico Regionale può o potrebbe mostrare una concreta disponibilità ad andare in deroga per la composizione minima della classe della ex scuola media inferiore, come da normativa vigente, per avviare la classe prima della scuola secondaria di primo grado a San Leonardo come da prima scelta di iscrizione delle famiglie, agli atti a febbraio 2026. Sono certo che chi di dovere nelle prossime settimane e nel suo ruolo istituzionale, potrà portare queste istanze e delicate questioni all’attenzione degli Uffici scolastici regionali, qualora sia ricevuto e audito.
Se ciò avverrà e vi sarà una sensibilità a riguardo seguita da azioni tangibili, può anche anche darsi che la volontà di andarsene manifestata da molte famiglie della scuola primaria, sia soggetta a un ripensamento. Ciò potrebbe accadere soltanto se ci fossero segnali che la scuola di San Leonardo non è per forza condannata ad un futuro ineluttabile di chiusura oppure di indeterminatezza.

In tal caso, quella che ai miei occhi sembra una volontà di fuga determinata da umori di pancia, uno stato di ansia e incertezza diffusa, potrebbe essere rivalutata dalle famiglie.
Perché ciò accada sarebbe necessario che gli Uffici scolastici regionali dessero alle singole famiglie della scuola primaria e secondaria, delle rassicurazioni e manifestassero la prospettiva di un possibile futuro anche a San Leonardo nonostante le difficoltà oggettive dei numeri bassi.
Una pianificazione più capace di valorizzare la scuola e un originale programma di scuole aperte pensato perché il numero di iscrizioni cresca progressivamente negli anni (nonostante la denatalità diffusa), potrebbe convincere le famiglie a cambiare idea e ritornare al desiderio iniziale di preservare la formazione iniziata a San Leonardo, di modo che la scelta non sia più di pancia in preda all’ansia di una situazione vaga e nebbiosa.
È normale che una famiglia spaesata di fronte all’incertezza che la Pubblica amministrazione evidenzia, possa farsi prendere da sentimenti ed emozioni contrastanti, fino al punto da mettere in discussione un’intero cammino di formazione ed educazione, e decidere di cambiare aria.
È legittimo e comprensibile.
Tuttavia, qualora vi sia un’apertura concreta e il coraggio istituzionale di salvare la scuola, le famiglie che prima erano desiderose di restare e che poi hanno cambiato idea, potrebbero rivalutare tutto e infondere fiducia anche alle famiglie che hanno deciso di andarsene dalla scuola primaria perché non vedono alcun futuro a San Leonardo.

In tutto ciò, indubbiamente la gestione della Pubblica amministrazione e la sua capacità ed eventuale volontà di andare in deroga alla normativa vigente, sarà fondamentale nelle prossime settimane. Infatti come spiegato nella mia lettera al Messaggero Veneto, il dirigente scolastico regionale può andare in ulteriore deroga alla composizione delle classi e al numero minimo di alunni per classe, qualora la scuola si trovi in un comune montano.
Infatti la legge 131/2025 individua oltre tremila comuni montani interessati a rischio spopolamento. Ad esempio, le bellissime Valli del Natisone sono state inserite pochi anni fa nelle cosiddette “Aree interne”, parte del PSNAI, Piano Strategico Nazionale Aree Interne.
L’allegato al DPCM attuativo della Legge 131/2025 (richiamando il Decreto Caivano che già tutela il Mezzogiorno a rischio spopolamento nelle Isole e nei comuni di montagna) individua i nuovi comuni montani e quelli che non lo sono più, e quelli rimasti tali, con un elenco di oltre tremila comuni. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia e le Valli del Natisone, il Comune di San Pietro al Natisone ha perso la caratteristica di Comune Montano proprio pochi mesi fa, secondo i criteri aggiornati a livello nazionale e ministeriale con l’allegato all’ultimo DPCM.

San Leonardo UD è comune montano ed è rimasto tale nell’ultimo aggiornamento DPCM del 2026.


Concludo questa mia lettera aperta destinata idealmente alle famiglie delle Valli del Natisone: ai vostri bambini è stato chiesto se sono felici a San Leonardo nella frequentazione della scuola primaria e secondaria ? Se vogliono continuare il percorso che hanno iniziato e se sono felici delle loro maestre e maestri?
Mi sembrano interrogativi legittimi e seppur la risposta è personale e resterà tale nell’ambito familiare (come è giusto che sia), porsi questi interrogativi da parte delle Istituzioni dovrebbe essere di primaria importanza: ho la sensazione che si stia smarrendo il supremo interesse del minore tutelato dal Legislatore e di cui tanti si riempiono la bocca ai talk show televisivi e la penna sulle pagine dei quotidiani. Certo, ci sono i programmi didattici ministeriali da rispettare e le competenze da acquisire, ma il benessere e la crescita morale ed educativa di un bambino e fanciullo passa anche attraverso tante situazioni didattiche e formative sui generis, e dall’alchimia segreta che può nascere fra insegnanti e un territorio costituito da cascate e ruscelli, abitato da una ricca fauna e ancora scandito da tradizioni antiche (come la festa dei fuochi dei Kries, la magia del falò nella notte d’estate di San Giovanni).

I bambini hanno diritto a esprimere la loro opinione così come le loro famiglie hanno il diritto di iscrivere i figli dove vogliono senza essere giudicati. Ma so che le maestre e i maestri di San Leonardo hanno messo passione e cuore nel loro insegnamento e sostegno durante l’ultimo anno scolastico, avviando progetti educativi e didattici peculiari e originali nella realtà naturalistica e sportiva di San Leonardo (un’adiacente palestra di roccia, un campetto da calcetto a disposizione assieme alla possibilità del gioco e della ricreazione nel parco pubblico), un unicum nel fondovalle del paesaggio montano del Torre Natisone, progetti didattici apprezzati tantissimo dagli stessi bambini, come mi hanno riferito gli insegnanti con cui ho parlato.
Tutto questo è un valore aggiunto e sono sicuro che i bambini sono felici del percorso fatto sinora con le loro maestre e maestri.

Scuola, quella di San Leonardo, che è raccontata nei decenni nella bellissima lettera che la signora Marina M. originaria delle Valli, ha scritto mesi fa e che è stata pubblicata nel numero di aprile 2026 da Vitainsieme, Bollettino delle Parrocchie di San Leonardo Ab. e di San Paolo Ap. di Stregna, e che invito tutti ad ascoltare nel mio audio dove ne faccio lettura parziale e commento (“Che fine farà la nostra scuola?“, rif. mia lettura audio in ascolto e download, dal minuto 9 e secondo 09).

Possano questi bambini, è l’augurio che mi faccio, esprimersi in proposito con i loro genitori se non lo hanno già fatto, raccontare i loro desideri e sogni e quanto affetto abbiano nei confronti delle loro maestre e della scuola di San Leonardo dove hanno iniziato un cammino di crescita e apertura al mondo.

E magari un giorno in un futuro lontano, diventati anch’essi prima genitori e poi nonni, poter raccontare ai nipoti


Tanti anni fa rischiammo di perdere la scuola delle nostre Valli, un bene prezioso per tutta la collettività. Ma insegnanti, sindaci, dirigenti scolastici, e le nostre mamme e papà capirono che stavano commettendo un errore nel lasciar morire la scuola e chiedere un trasferimento. Così un giorno accadde un miracolo, di quelli che succedono solo nelle favole.
Non sappiamo come ma accadde… E oggi ti posso raccontare della mia scuola di San Leonardo che è sopravvissuta a tante tempeste nel corso dei decenni, rinascendo a nuova vita, senza naufragare e spegnersi nel buio come altre scuole delle Valli, di cui purtroppo ci restano oggi solo foto in bianco e nero.

Diventate per lo più, soprattutto nelle frazioni dei paesi più in quota, edifici vuoti e silenziosi, oppure musei pieni di ricordi ingialliti.

Luca Scantamburlo
11 luglio 2026

Photo credits e riferimenti
* Foto della scuola di San Leonardo Valli del Natisone, campetto da calcio in sintetico e del parco pubblico adiacente (foto di Luca S.)
* Foto della ex scuola elementare Riccardo Giusto, San Volfgango di Drenchia, chiusa nei primi anni Settanta del Novecento (foto di Luca S.)
* Lettera alla posta del Messaggero Veneto, lettera di Luca Scantamburlo, 19 giugno 2026
* Lettera a Vitainsieme, Bollettino delle Parrocchie di San Leonardo Ab. e di San Paolo Ap. di Stregna: “Che fine farà la nostra scuola?”, a firma di Marina M., aprile 2026, anno 26, N.1.

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