VACCINAZIONI, REAZIONI AVVERSE E MALASANITÀ: COSA È INIQUO E LESIVO NEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE E NEL NOSTRO ORDINAMENTO GIURIDICO

Il problema alla base di tutto è la discriminazione sociale e di accudimento, cioè la declinazione dell’obbligo sanitario di vaccinazione
Dal 1999 al 2017 era vigente l’obbligo ma tutti i bambini, vaccinati e non vaccinati, erano inclusi negli asili nido e nelle scuole della infanzia grazie ad un decreto del Presidente dalla Repubblica Scalfaro, d’intesa con i Ministeri e sentito Consiglio di Stato e Consiglio superiore di sanità.
Nonostante l’obbligo vigente, e le eventuali sanzioni amministrative pecuniarie, la mancata vaccinazione per obiezione di coscienza, prudente e ragionata, non faceva perdere spazi di inclusione sociale.
Per una famiglia, la inclusione del bambino in asili nido e scuole materne (oggi d’infanzia) è una possibilità e un servizio a volte indispensabile, soprattutto per le famiglie meno abbienti
La introduzione di discriminazioni sociali ed educative (per altro in conflitto con altre normative ordinarie che garantiscono piena inclusione da 0 a 6 anni di età) impedisce una serena scelta di non iniziare un ciclo vaccinale o di interromperlo in caso di sospette reazioni avverse, anche gravi, alle vaccinazioni
Le sospette reazioni avverse stanno da anni menomando la salute di migliaia di bambini, perché non intercettate dalla farmacovigilanza che in Italia è un sistema misto passivo-attivo nel contesto della profilassi vaccinale pediatrica.
Ciò causa più danni, a causa della Legge 119/2017 cosiddetta “Lorenzin” che esclude dal percorso di gioco ed educazione 0-6 anni di età una coorte di bambini sani qualora non siano vaccinati o lo siano parzialmente.
Si ledono i diritti fondamentali di tali bambini, inclusi i loro diritti civili e politici in formazione, in fieri, come già rilevato da Aldo Moro nei lavori della Costituente quando parlava dei diritti di tutti i fanciulli a ricevere una educazione e una istruzione.
Inoltre, anche chi vaccina subisce lesioni e danni, in quanto non lo si mette nelle condizioni di vaccinare con personalizzazione e secondo tempi e modi rispettosi della salute soggettiva del minore, che magari dimostra più di altri vulnerabilità e suscettibilità alle reazioni avverse ai vaccini.
Il riconoscimento di danno da vaccino a infanti e bambini con nesso causale, da circa una ventina di anni, è divenuto poi una chimera nell’ambito delle valutazioni delle CMO del Ministero della Difesa: se nei primi dieci anni di Legge 210/1992 sono stati riconosciuti centinaia di casi di indennizzi a bambini vittime di danni irreversibili a seguito di vaccinazione obbligatoria, negli ultimi venti anni è sempre più difficile ottenere il nesso causale dalla Commissione preposta, e ancora più difficile avere vittoria di doglianze in sede di ricorso in tribunale.
In ultima analisi, la declinazione ricattatoria e discriminatoria della normativa vigente, danneggia sia il singolo sia la collettività e anche lo stesso sistema sanitario nazionale, a causa della falsa sicurezza che la ideologia vaccinista imperante trasmette alla classe medica, la quale non contempla in modo diffuso e consapevole i casi di “no responder” (vaccinati che non rispondono con anticorpi allo stimolo o che perdono la risposta anticorpale molto presto, entro pochi mesi) e che non fa autocritica sul fatto che la maggior parte dei vaccini in uso attualmente non producono alcun effetto gregge (se e quando funzionano, sono una misura di protezione personale, soggetta a scadenza e non sempre efficace) e che talora distolgono la attenzione dalle malattie batteriche e dalla necessità di essere vigili e capaci di tempestive diagnosi, per evitare casi di MALASANITÀ come verosimilmente accaduto a Palermo con la morte di Anna Rosa del quartier Zen di Palermo, non vaccinata per pregressa scelta di prudenza dei genitori, e morta con infezione difterica ma dopo aver subito protocolli e terapie non idonee perché basati su una diagnosi sbagliata.

L’incapacità di fare autocritica da parte della classe medica che si sta esponendo sul caso della piccola Anna Rosa di Palermo, con pochi distinguo di qualche coraggioso medico, è disarmante.
Effetti iatrogeni importanti derivanti da protocolli e terapie sbagliate e dal mancato utilizzo di farmaci adeguati e indispensabili, a seguito di una diagnosi errata, possono infatti portare a danni gravi alla salute di un individuo con infezione batterica, e in alcuni casi condurre anche alla morte.
Una legislazione di vaccinoprofilassi pediatrica priva di ricatti sociali e di provvedimenti di esclusione e inclusione basati sul non possesso o possesso di certificati vaccinali regolari, consentirebbe una migliore valutazione del rapporto beneficio / rischio della vaccinazione da parte dei genitori, dunque una valutazione più serena da parte degli stessi sulla opportunità o meno di vaccinare e sulle tempistiche, ridurrebbe sul lungo periodo il numero delle reazioni avverse gravi, e consentirebbe al contempo ai medici di comprendere meglio le conseguenze di certe vaccinazioni sugli infanti e sui bambini.

Luca Scantamburlo
5 ottobre 2026


Photo Credits
L’Assemblea Costituente si riunisce a Montecitorio: prima seduta, 25 giugno 1946
https://costituente.camera.it/
Assemblea Costituente, archivio storico

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