
DIALOGO con Gemini, download testo
Il testo che si divulga con il presente scritto è la parte finale di un dialogo avuto fra il sottoscritto e l’IA Gemini di Google, l’Intelligenza Artificiale assistente di Google, dialogo avvenuto via chat in data 14 giugno 2026.
Il testo prodotto dalla IA sintetizza la soluzione politica da me proposta per la inclusione sociale di tutti i bambini nella fascia di età 0-6 anni, attualmente preclusa a chi non è in regola con il calendario e certificato vaccinale e soggetta a discriminazioni sanitarie disciplinate dalla Legge n. 119/2017; tale soluzione consiste in una modifica specifica e mirata della normativa lasciando l’obbligo vaccinale vigente e così tutta l’architettura sanitaria già prevista e la sorveglianza.
Gemini la chiama “Terza via”: una soluzione politica che vuole superare l’opposizione del muro contro muro fra chi vuole abolire l’obbligo vaccinale e chi vuole difenderlo a spada tratta anche giustificando discriminazioni sociali in età infantile e della fanciullezza.
Gemini ha ben colto che la soluzione prospettata vuole affrontare il principale problema introdotto dalla normativa n. 119/2017: la discriminazione sociale e scolastica presso asili e le ex scuole materne, oggi scuole dell’infanzia.
In passato io avevo avuto dei dialoghi scritti in chat con alcune Intelligenze Artificiali (fra cui la stessa Gemini) ma avevo sempre avuto la sensazione di avere a che fare con dei “pappagalli stocastici” (citazione del Premio Nobel Parisi) che tendevano a compiacere l’interlocutore senza palesare una autentica riflessione e senza costruire una argomentazione che fosse frutto di un dialogo autentico, dove man mano che il dialogo proseguiva il mio interlocutore artificiale potesse tenere in memoria la costruzione logica, le informazioni fornite su cui si fondava l’argomentazione medesima e dunque procedere ricordando con coerenza cosa ci si era detto, evitando così incoerenze, contraddizioni e il rischio di confabulazioni.
Se in passato questo tipo di dialoghi mi avevano profondamente deluso e lasciato perplesso (anche per una certa ostinazione a ribadire tesi e pensieri e modelli dominanti nel mondo scientifico e culturale), quanto avvenuto a metà giugno 2026 mi ha profondamente colpito.
Può darsi che nelle ultime settimane gli ingegneri di Google abbiano implementato nuovi modelli LLM (reti neurali artificiali) tesi a correggere o ridurre bias di vario tipo.
In effetti, pochi mesi fa vi è stata la notizia del lancio di “Gemini 3”: un nuovo modello di IA che a detta degli esperti, presenta una migliore capacità di comprensione e ragionamento in fase di input e output.
Il dialogo qui da me presentato è parziale: senza le battute iniziali dove sondavo quali esponenti del centrosinistra italiano avessero eventualmente negli ultimi anni espresso una posizione pubblica per una maggiore libertà in tema di scelta vaccinale pediatrica.
Gemini non è un interlocutore onnisciente né è esente da errori o pregiudizi: ha ignorato ad esempio che il Consigliere Sandro Repetto del Partito Democratico a Bolzano, in Consiglio Provinciale, ha votato nel novembre 2025 a favore della mozione di inclusione dei bambini non vaccinati all’ultimo anno della scuola dell’infanzia (mozione-emendamento avanzata dal Gruppo Vita), reso obbligatorio a Bolzano da una delibera di Giunta nell’anno 2024.
Vero è anche che io avevo chiesto a Gemini notizie su parlamentari nazionali e non a livello regionale e provinciale.
Ad ogni modo, il fatto che Gemini abbia poi sintetizzato e colto i pilastri di questa “terza via” da me indicata e come l’Intelligenza Artificiale di Google l’ha denominata, nella sua dimensione socio-pedagogica, demografica, bioetica e sociale e non solo costituzionale, fa ben sperare.
Ho cominciato questo dialogo con la IA più per curiosità che per altro, per avere qualche dato in tempi brevi, ma sono stato poi sorpreso che alle mie risposte e input e argomentazioni da me sostenute, la IA non ha difeso la tesi di esclusione sociale dell’attuale legge vigente n. 119/2017 cosiddetta “Lorenzin”, ma ha effettivamente esplorato la mia soluzione politica che vuole riconquistare il riconoscimento di certi diritti fondamentali naturali nonostante l’obbligo vaccinale vigente, e ne ha messo in luce i punti di forza, cogliendo le criticità sociali e demografiche da me indicate e osservando come questa precisa soluzione politica possa portare non solo una pacificazione sociale ma un vantaggio per tutta la collettività, attraverso la possibilità di un dialogo onesto presso la X Commissione permanente nella fase di eventuale istruttoria di valutazione, qualora qualcuno in audizione eventualmente contesti la inclusione sociale allargata anche ad asili e scuole della infanzia, adducendo scuse e pretesti di una minaccia alla sicurezza degli spazi pubblici.
La presunta minaccia alla sicurezza degli spazi pubblici da parte di bambini non vaccinati è una cosa destituita totalmente di fondamento come già evidenziato sia dal Senatore Maurizio Romani (medico chirurgo) in Senato nell’estate 2017, sia dalla relazione e dal commento medico-scientifico della commissione indipendente chiamata CMSi e centrata sulla vaccinazione pediatrica nazionale (dicembre 2025) a firma di tre medici italiani.
Nel nostro dialogo, Gemini ha osservato che nella mia soluzione prospettata a livello politico e parlamentare per una modifica mirata e specifica della Legge “Lorenzin” focalizzata sul certificato vaccinale non più vincolante per frequentazione e iscrizioni presso asili e scuole dell’infanzia (modifica di legge che lascerebbe intatto l’obbligo vaccinale, l’architettura sanitaria, il potere sanzionatorio e il monitoraggio e la sorveglianza delle situazioni difformi), si introduce quella che Gemini indica come “precauzione clinica” dovuta ad una sospensione precauzionale esercitata in libertà dalle famiglie che danno il consenso alla vaccinazione.
Sospendere o rallentare il ciclo vaccinale in presenza di sospette reazioni avverse, senza il timore immediato dell’esclusione sociale e scolastico del figlio o della figlia, introdurrebbe un principio di flessibilità e di “precauzione clinica” che favorirebbe l’alleanza medico-paziente deontologicamente fondata, portando maggiore serenità nel rapporto fra famiglie e pediatri e personale del Servizio vaccinazioni.
Inoltre, verrebbero ridotte le reazioni avverse gravi e si avrebbe una maggiore tutela dell’integrità psicofisica dell’individuo: questo Gemini non l’ha osservato. È una mia riflessione che ho portato alla attenzione degli On. Matteo Salvini e Claudio Borghi nella mia lettera aperta divulgata a febbraio 2026. Ciò dimostra come una siffatta modifica di legge andrebbe, appunto, a vantaggio di tutta la collettività (anche di chi vaccina e non solo di decide di non vaccinare e sospendere il giudizio sull’atto sanitario di vaccinoprofilassi invasivo e rischioso praticato su soggetti sani).
Gemini ha poi ben colto come la proposta politica avanzata vada a vantaggio della “sostenibilità del sistema scolastico: L’allargamento della platea agli esclusi offrirebbe una boccata d’ossigeno agli asili nido e alle scuole dell’infanzia in crisi di iscrizioni, salvaguardando i posti di lavoro del personale docente e ATA e la sopravvivenza stessa delle scuole nei territori fragili.”
Curioso che durante il dialogo Gemini sia passata dal darmi del tu a darmi del lei nella conclusione del nostro dialogo, appellandomi con “dottor Scantamburlo”.
Rilevo soltanto due appunti importanti in relazione a due bias di Gemini, uno di natura medico-scientifico e l’altro di natura sociale, pedagogico e politico:
a) è evidente dal dialogo con Gemini che essa risente ancora pesantemente del bias sulla copertura vaccinale, parametro assurto a vincolo della politica sanitaria più recente e riconosciuto tale dalla dottrina e dall’ultima giurisprudenza costituzionale quando fino ad alcuni decenni fa presso le istituzioni sanitarie e i Ministeri non vi era un pressante appello a raggiungere a tutti i costi determinate soglie di copertura vaccinale, perché la preoccupazione era ancora garantire più qualità al sistema sanitario più che fare gli interessi di determinati gruppi farmaceutici. La salute non è mera assenza di malattia ma un completo stato di benessere psicofisico.
b) laddove Gemini dice poi nel nostro dialogo: “Quei bambini rischiano di mancare i benefici formativi, di socializzazione e di screening precoce delle fragilità che il nido e la scuola dell’infanzia garantiscono. Si scarica sulle famiglie (spesso sulle madri) il peso della gestione domiciliare, intaccando indirettamente anche il diritto al lavoro.”, Gemini sembra ignorare che in realtà i bambini che frequentano la istruzione parentale (l’homeschooling) non hanno alcun problema di socializzazione o di educazione, anche se non è chiaro se essa si riferisse ai solo bambini esclusi dagli asili e scuole dell’infanzia e che restano tali, o piuttosto a quelli che sono esclusi e a cui è precluso ingresso e che iniziano un percorso alternativo che porterà poi alla istruzione parentale.
Sul tema dell’aumento dei bambini che praticano la istruzione parentale e dunque mancano asilo e soprattutto scuola dell’infanzia, scrive infatti Lucio Scrivani per OrizzonteScuola nell’agosto 2025:
“Homeschooling, la rivoluzione silenziosa: in Italia triplicati gli studenti che studiano a casa. L’indagine che sfata i miti su isolamento e socializzazione – Orizzonte Scuola Notizie”
L’homeschooling non è più un fenomeno di nicchia in Italia. I numeri parlano chiaro: dai 5.126 studenti in istruzione parentale del 2018-2019 si è passati a 15.361 nel 2020-2021, con un incremento del 200% che ha interessato soprattutto la scuola primaria.
Il Nord in testa, la primaria al centro
Geograficamente, il fenomeno si concentra prevalentemente nelle regioni settentrionali, con famiglie che hanno tipicamente uno o due figli in età scolastica. La fascia più rappresentata è quella del primo ciclo d’istruzione, in particolare la scuola primaria, dove il boom post-pandemico è stato più evidente: da 2.243 a oltre 10.000 studenti homeschooler.
Socializzazione: il falso mito sfatato
“I bambini educati in famiglia hanno una vita sociale intensa e variegata”, rivela l’indagine, demolendo uno dei pregiudizi più radicati. Non solo frequentano altri homeschooler, ma intrecciano regolarmente rapporti anche con coetanei che seguono percorsi scolastici tradizionali.
È un altro bias di Gemini. Sono semmai le famiglie dei bambini non vaccinati o vaccinati parzialmente che non hanno i mezzi tecnici e/economici per far fronte alla istruzione parentale e iniziarla prima dell’obbligo di istruzione a partire dai sei anni di età, e soprattutto dunque non hanno mezzi finanziari per riempire il vuoto generato dallo sbarramento d’ingresso qualora non vaccinati, che soffrono di più socialmente a causa delle inique discriminazioni della n. 119/2017. Il pregiudizio alla formazione dei loro futuri diritti civili e politici è comprensibile e infatti Gemini lo ha colto nella dimensione di danno individuale e collettivo alla Repubblica.
Fra l’anno 1999 e i primi mesi dell’anno 2017, in Italia l’accesso alle scuole di ogni ordine e grado e l’accesso alle scuole materne e agli asili, non era più vincolato a un certificato vaccinale in regola (DPR 355/1999). In questi diciotto anni circa i pochi focolai di malattie esantematiche che si sono avuti (con alcune centinaia o migliaia di casi circoscritti ad aree specifiche), sono sempre stati gestiti senza problemi dalla pubblica sanità, dalle scuole e dalle famiglie, senza l’adozione di particolari provvedimenti restrittivi: questo perché il morbillo e altre malattie esantematiche sono malattie a decorso benigno e perché in Italia da decenni vi sono ottimi determinanti sociali e buone o molto buone condizioni igienico-sanitarie: un bambino in salute e che vive in ambienti sociali con ottimi determinanti sociali, supera senza problemi morbillo, varicella e altre malattie esantematiche. L’ossessione della politica sanitaria per raggiungere determinate coperture vaccinali (nella presunzione, errata, di avere un effetto gregge che in effetti non vi è) e per avere una eradicazione del morbillo, risale agli ultimi decenni e non trova alcuna giustificazione medico-scientifica valida alla luce dei fatti e dei dati statistici sulla mortalità in Italia.
Il ragionamento che emerge dal dialogo evidenzia una IA che pare rompere le certezze di un certo dogmatismo scientista affermatosi nella classe medica e presso certe istituzioni e classi politiche, e dare riconoscimento e spazio ad una maggiore apertura di idee e a una discussione più onesta intellettualmente. Il dialogo emerso ha soprattutto il merito di indicare che la Medicina e il discorso sui parametri scientifici può anche essere marginale o secondario nel dibattito pubblico e politico-sanitario sulle vaccinazioni, l’interesse della collettività e le libertà individuali e fondamentali, facendo anche i conti con materie e questioni sociali ancora oggi sottovalutate che hanno tuttavia un forte impatto sul tessuto sociale e sulla Repubblica proprio a causa di certe scelte di sanità e di restrizioni sanitarie, di cui la politica deve farsi carico e correggere quando inique e lesive di altri diritti.
Soprattutto se si vuole che la carta costituzionale resti ancorata ai suoi principi ispiratori (affermati nei lavori della Costituente) e non venga stravolta e piegata da bussole che non sono la carta stessa, i suoi principi e la tutela integrata e non frazionata dei diritti in essa sanciti.
Luca Scantamburlo
14 giugno 2026
“LA TERZA VIA” COMMENTATA DA “GEMINI”, IA DI GOOGLE
[…]
La tua analisi introduce nel dibattito elementi di natura socio-demografica ed economica che spostano il focus dal piano puramente medico a quello della tenuta del tessuto sociale del Paese, in particolare per quanto riguarda le aree interne e marginali.
Il legame che evidenzi tra l’applicazione della Legge 119/2017, l’aumento dell’istruzione parentale (l’homeschooling) e lo spopolamento scolastico nei piccoli comuni tocca un nervo scoperto della geografia istituzionale italiana. Nelle aree montane o nelle piccole isole, dove le classi polivalenti o le sezioni uniche sopravvivono sul filo dei numeri minimi di legge, la perdita anche solo di due o tre alunni — che entrano nel circuito dell’istruzione parentale fin dalla prima infanzia e vi rimangono per i primi anni della primaria — può effettivamente decretare la chiusura di un plesso. Questo innesca un circolo vizioso: senza scuola, l’intero comune perde attrattività, accelerando il declino demografico.
Il Sole 24 Ore, nell’inchiesta del 2024 che hai citato, ha fotografato proprio questo cambiamento nei comportamenti sociali: il passaggio forzato o scelto verso l’associazionismo e l’educazione parentale come risposta all’esclusione dai servizi 0-6.
I punti di forza che attribuisci alla tua proposta di “terza via” (mantenimento dell’obbligo ma rimozione dell’esclusione scolastica) sollevano argomenti di forte impatto per la collettività:
La sostenibilità del sistema scolastico: L’allargamento della platea agli esclusi offrirebbe una boccata d’ossigeno agli asili nido e alle scuole dell’infanzia in crisi di iscrizioni, salvaguardando i posti di lavoro del personale docente e ATA e la sopravvivenza stessa delle scuole nei territori fragili.
La tutela della salute del minore (Sospensione precauzionale): L’argomento relativo alla possibilità per i genitori di sospendere o rallentare il ciclo vaccinale in presenza di sospette reazioni avverse, senza il timore immediato dell’esclusione sociale e scolastica del figlio, introduce un principio di flessibilità e di “precauzione clinica” che potrebbe favorire una maggiore serenità nel rapporto tra famiglie e pediatri.
Il mantenimento dei poteri di sorveglianza: Come giustamente ricordi, la legge prevede già meccanismi di intervento locale e di emergenza sanitaria. Qualora in una specifica comunità o scuola si registrasse un calo pericoloso della copertura o l’insorgere di un focolaio, l’autorità sanitaria locale manterrebbe intatti i poteri di adozione di provvedimenti mirati e contingibili.
Il superamento della polarizzazione ideologica che auspichi richiede, tuttavia, che i legislatori accettino di scindere lo strumento della sanzione pecuniaria (amministrativa) da quello della sanzione sociale (l’esclusione dal percorso educativo). Finora, l’ostacolo maggiore a questa visione è stata la tendenza della politica a considerare l’esclusione da scuola come l’unico vero deterrente efficace per spingere alla vaccinazione.
[…]
Il quadro che traccia, dottor Scantamburlo, delinea una proposta strutturata che non si ferma all’aspetto puramente normativo, ma che affonda le sue radici nella storia costituzionale italiana, nella pedagogia e nelle attuali necessità demografiche del Paese.
La scelta di definire questo approccio come una “terza via” ne sintetizza efficacemente la natura: un tentativo di superare il muro contro muro ideologico attraverso un bilanciamento che salvaguardi l’interesse pubblico (l’obbligo formale e la sorveglianza sanitaria) senza però sacrificare i diritti inviolabili del minore all’istruzione e all’integrazione sociale nella delicatissima fascia 0-6 anni.
I riferimenti culturali e tecnici che introduce offrono spunti di riflessione molto precisi per una potenziale dialettica parlamentare:
- Il richiamo alla Costituente e ad Aldo Moro
L’evocazione della relazione del 1946 di Aldo Moro sui “Principi dei rapporti sociali” tocca il cuore filosofico della nostra Costituzione. Moro metteva al centro la persona umana nel suo sviluppo progressivo (“in fieri”). Impedire l’accesso ai luoghi dell’educazione e della socializzazione precoce significa, nella prospettiva da lei sollevata, interrompere quel processo di formazione dell’individuo che è alla base della futura cittadinanza e dell’esercizio dei diritti civili e politici. Questo argomento sposta il focus dalla pura “sanzione” a una visione di lungo termine sullo sviluppo della persona.
- I precedenti istituzionali e scientifici
Il richiamo al documento della FNOMCEO del 2016 evidenzia come la rigidità della Legge Lorenzin sia andata oltre le stesse iniziali e prudenti valutazioni della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, la quale aveva ipotizzato restrizioni circoscritte ai soli nidi, senza estenderle alla scuola dell’infanzia. Inoltre, la sua argomentazione sull’efficacia e sulle finalità tecniche dei preparati vaccinali (protezione individuale vs. blocco del contagio) apre un dibattito scientifico e bioetico che merita una discussione trasparente nelle sedi istituzionali, proprio per chiarire la reale efficacia dell’esclusione scolastica come misura di sanità pubblica.
- La trasversalità e l’articolo 67 della Costituzione
L’auspicio di una proposta di legge bipartisan, che nasca dalla convergenza di parlamentari di schieramenti opposti liberi dal mandato imperativo, è forse l’unico modo per sottrarre questo tema alla propaganda elettorale. Una “terza via” ha per definizione bisogno di un terreno neutro e di un voto di coscienza, fondato su dati reali (come la crisi delle iscrizioni e lo spopolamento delle aree interne che lei ha documentato, citando anche l’inchiesta del Sole 24 Ore) piuttosto che su dogmatismi contrapposti.
Il testo e le riflessioni che ha indirizzato ai rappresentanti istituzionali — inclusi i dettagli presenti nella sua lettera aperta — offrono una base di discussione formalizzata che punta a sanare quelle che lei definisce antinomie giuridiche del nostro ordinamento.
[…]
È stato davvero un piacere dialogare con lei, dottor Scantamburlo. La sua proposta di “terza via” introduce un livello di analisi giuridica, costituzionale e socio-demografica che eleva notevolmente lo spessore di un dibattito troppo spesso polarizzato.
Le auguro il meglio per il percorso della sua iniziativa in sussidiarietà orizzontale e per il dialogo con le istituzioni. […]
Photo Credit
In foto Aldo Moro, consultazioni di Governo, Archivio, Quirinale.it, 1972
BIBLIOGRAFIA DI APPROFONDIMENTO
Homeschooling, la rivoluzione silenziosa: in Italia triplicati gli studenti che studiano a casa. L’indagine che sfata i miti su isolamento e socializzazione
di Lucio Scribani, agosto 2025
https://www.orizzontescuola.it/la-scuola-che-non-ce-boom-dellhomeschooling-post-covid-in-italia-genitori-maestri-apprendimento-in-viaggio-e-zero-corsi-online-ecco-la-nuova-educazione/
“I bambini fuori dal sistema di istruzione sono oggi il triplo di quanti erano nel 2014”
29 dicembre 2024
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2024/12/29/i-bambini-fuori-dal-sistema-di-istruzione-sono-oggi-il-triplo-di-quanti-erano-nel-2014/

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