VACCINAZIONI, ASILI E SCUOLE DELL’INFANZIA: LA NECESSARIA E SPECIFICA MODIFICA DELLA LEGGE “LORENZIN” PER UNA INCLUSIONE DI TUTTI

Prima seduta dell’Assemblea costituente ed elezione dei membri dell’Ufficio di Presidenza provvisorio, Roma, 25 giugno 1946.
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In questa pagina si mettono a disposizione della collettività i tre dialoghi fra il sottoscritto Luca Scantamburlo e Stefania Marchesini della provincia di Vicenza, attivista civile.
Sono tre appuntamenti in formato podcast che si occupano delle ragioni sociali, costituzionali e di bioetica-giuridica che motivano una specifica e mirata modifica della normativa vigente sulla vaccinoprofilassi pediatriaca, la legge L. 31 luglio 2017, n. 119 (cosiddetta “Legge Lorenzin”).
Nel terzo appuntamento di dialogo Stefania ed io affrontiamo la questione della mozione- emendamento discussa presso la Provincia autonoma di Bolzano nel novembre 2025.
Si commenta l’esito della votazione e si sottolinea come l’idea proposta da me e avuta indipendentemente anche dall’Avv. Renate Holzeisen e dal suo gruppo “Vita” del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano e relativamente alla provincia di Bolzano e all’ultimo anno della scuola infanzia (lì reso obbligatorio da una delibera di Giunta del 2024), sia felice e abbia avuto nella concretezza della delibera e discussione politica avuta a seguito della presentazione della mozione-emendamento, proprio quella attenzione e sensibilità alla inclusione sociale e scolastica di tutti senza restrizioni, di cui parla il sottoscritto da tempo, nonostante il rigetto finale della mozione (per un solo voto di scarto).

L’idea di una mirata e specifica modifica della “Legge Lorenzin” mantenendo l’obbligo vaccinale vigente così come tutta l’architettura sanitaria e il monitoraggio degli adempimenti previsti, viene sostenuta per garantire quella inclusione sociale, di accudimento ed educazione e crescita anche per la fascia 0-6 anni di età, attualmente ingiustamente discriminata dal punto di vista sanitario senza alcun vantaggio per la salute pubblica, l’interesse della collettività e della Repubblica.
Tale modifica mirata e specifica se attuata andrebbe a favorire tutta la collettività per tutta una serie di ragioni: sanerebbe le aporie del quadro normativo, garantirebbe un pieno rispetto della dignità della persona e delle delicate scelte di salute, una salvaguardia concreta dei futuri diritti civili e politici di tutti gli individui, e darebbe beneficio e sostegno alla frequentazione anche delle scuole delle aree “interne”, come quelle delle isole e dei comuni montani che rischiano più di tutte di chiudere per insufficienti iscrizioni non solo a causa della denatalità ma anche a causa del progressivo trend di aumento del percorso di istruzione parentale (perfettamente legittimo e fondato costituzionalmente e di pari dignità rispetto alla istruzione nelle scuole statali, paritarie e non paritarie).

Sempre più famiglie italiane, quando hanno i sufficienti mezzi tecnici ed economici, si stanno allontanando dal modello di scuola che lo Stato sta declinando negli ultimi anni e preferiscono praticare la istruzione parentale per alcuni anni, a causa di incomprensibili restrizioni e vincoli sanitari posti dallo Stato, e di un clima psicopedagogico tecnocratico e influenzato da protocolli e ideologie che poco hanno a che fare con uno sviluppo armonioso e naturale del fanciullo, rispettoso dei suoi tempi di crescita.

In tal guisa, con una modifica normativa mirata che lasciasse vigente l’obbligo vaccinale ma non più declinato in senso discriminatorio, sarebbe possibile rispettare più autenticamente non soltanto la Legge 28 marzo 2003, n. 53 che ha posto la scuola della infanzia in continuità educativa verticale con la scuola dell’obbligo, ma soprattutto la disciplina della Legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti) e il suo successivo decreto attuativo: il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65, “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni di età”, con cui viene favorita un’effettiva continuità del percorso formativo lungo l’asse cronologico 0-6 anni di età.

Si legga in proposito la mia lettera aperta indirizzata all’On. Borghi e all’On. Salvini:

Si tratta di dare piena attuazione ai principi di non discriminazione, uguaglianza e tutela del fanciullo e del cittadino del domani (nell’esercizio dei suoi diritti politici e civili, compresa la loro formazione cruciale nei primi anni di vita) che la Costituzione della Repubblica già garantisce formalmente all’articolo 3 (ma lo Stato non più sostanzialmente a partire dall’anno 2017).
A Bolzano lo scorso novembre 2025 finalmente un consesso politico ha espresso una votazione che ha dimostrato concretamente che esiste un problema di giustizia sociale e di rispetto dei diritti costituzionali: la loro tutela deve essere sistemica e non frazionata. Inoltre, in Costituzione non esistono diritti tiranni come già statuito dalla pregressa giurisprudenza costituzionale prima che si affermasse l’orientamento degli ultimi anni declinato a supporto dei paradigmi dominanti e non più orientato dalla bussola della Costituzione stessa.

La sfida è dare ai parlamentari le giuste ragioni e le più valide argomentazioni che possano rispondere a quei principi di ispirazione costituzionale già espressi da Aldo Moro nella sua relazione intitolata “I principi dei rapporti sociali (culturali)”, I Sottocommissione della Assemblea Costituente, ove il deputato Aldo Moro ricordò cosa è l’educazione, in cosa consiste il diritto del fanciullo (“uomo in fieri”) e in cosa consiste il rispetto della dignità umana e la formazione dell’essere umano.

Ringrazio Stefania Marchesini, Barbara Todisco, Tiziana Collazuol per l’apporto e sostegno che mi hanno dato in questi ultimi dieci anni e anche tutte le persone che non sono più al mio fianco ma che hanno dato un solido e indimenticabile contributo per la causa e istanza di giustizia sociale abbracciata.
Esprimo infine gratitudine alla Signora Anna Maria di Udine che a fine febbraio mi ha messo al corrente dello storico risultato politico di Bolzano. Ho approfondito nei scorsi giorni la vicenda politica della Provincia Autonoma di Bolzano e così ho compreso quanto la mozione-emendamento presentata a Bolzano fosse e sia simile alla mia proposta qui discussa per una modifica mirata e specifica della Legge “Lorenzin” relativamente al certificato vaccinale (art. 3 comma 3 e art. 3-bis comma 5, L. 119/2017) e dunque focalizzata sulla piena inclusione scolastica e dei servizi di accudimento per tutti i bambini e le bambine d’Italia.

Luca Scantamburlo
10 aprile 2026

PHOTO CREDIT

ASSEMBLEA COSTITUENTE, ROMA
In foto, prima seduta dell’Assemblea costituente ed elezione dei membri dell’Ufficio di Presidenza provvisorio. Prima seduta ed elezione membri Presidenza. Data dell’evento: 25 giugno 1946


Portale storico, Archivio fotografico / Assemblea Costituente / Presidenza Giuseppe Saragat
CC BY 4.0
https://storia.camera.it/foto/19460625-prima-seduta-ed-elezione-membri-presidenza-1

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