ENERGIE RINNOVABILI E IDEOLOGIE GREEN: SOLUZIONI PER LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE UMANA E DELLA BIODIVERSITÀ

Scrivo per chiarire il mio pensiero sulle cosiddette FER (Fonti di Energie Rinnovabili) e sulla petizione al Consiglio Regionale del FVG di cui sono promotore in opposizione al progetto del Parco eolico “Pulfar” in località Pulfero, nelle Valli del Torre e del Natisone.

Se dipendesse soltanto da me e fossimo in una situazione ideale (senza vincoli normativi eurounitari e senza la inquietante ideologia green che addossa alle attività antropiche e all’incremento di anidride carbonica la responsabilità dei cambiamenti climatici globali) io punterei ad una politica energetica basata su:

  • incentivare il fotovoltaico ma solo ed esclusivamente sulle coperture degli immobili e degli edifici residenziali e industriali e NON sui campi agricoli (no a impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli o incolti e no anche all’agrifotovoltaico!), per tutelare le campagne e il settore primario della produzione (agricoltura, allevamento, economia forestale e pesca ecc ..) ed evitare il fenomeno sempre più diffuso della vendita di terreni agricoli o incolti per la realizzazione di campi sterminati di pannelli fotovoltaici;
  • sviluppo di politiche energetiche da energia nucleare a fusione fredda (rif. “Rapporto 41” ENEA) e da fusione nucleare calda controllata;
  • progressivo abbandono delle fonti energetiche fossili (carbone, gas, petrolio, ecc..) e del nucleare a fissione ma con obiettivi temporali più a lungo termine per evitare crisi di occupazione ed impoverimento del ceto medio, cioè non la decarbonizzazione entro l’anno 2050 ma ben oltre ( anno 2100-2150), proprio perché la anidride carbonica e il suo incremento non è una forzante climatica come erroneamente si crede ma soltanto un fattore di feedback (regolatore del clima terrestre), essendo i cambiamenti climatici globali dipendenti soprattutto da parametri orbitali ed astronomici e dalla polvere sospesa in atmosfera e stratosfera, non certo dal tasso di anidride carbonica;
  • incentivare i pannelli solari per riscaldamento di acqua sanitaria  per gli edifici residenziali e industriali;
  • incentivare l’utilizzo dell’energia geotermica (laddove possibile), fonte di energia rinnovabile proveniente dal calore del sottosuolo terrestre utilizzabile per il riscaldamento o per la produzione di elettricità;
  • limitare i parchi eolici a installazioni flottanti in mare aperto – garantendo la pesca marittima ed evitando categoricamente la installazione di parchi eolici in terraferma – ma posti a decine di km dalla costa e solo in attesa dell’entrata in funzione delle centrali nucleari a fusione fredda e calda controllata, perché l’eolico è  fonte di energia rinnovabile che on-shore presenta problematiche di impatto ambientale e sulla salute umana, e off-shore è meno impattante rispetto alla salute umana ma comunque impattante sulla vita marina e l’ambiente, sia a causa delle vibrazioni e dell’elettrosmog sia a causa del rilascio continuo di polveri metalliche e non metalliche dovuto all’usura delle pale in movimento.

Purtroppo per me e per tutti noi viviamo in un mondo dove la verità scientifica nuda e cruda viene continuamente strattonata da lobbies e da ideologie che pervadono la stessa comunità scientifica e hanno plagiato le istituzioni locali, nazionali e internazionali.
La situazione attuale vincola le amministrazioni locali e nazionali italiane – secondo il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) – a raggiungere entro il 2030 i 26 Gwatt di potenza eolica on-shore e 2,1 Gwatt di eolico off-shore. Ciò significa raddoppiare la potenza installata attualmente e che il territorio italiano – con queste premesse di politica energetica – nei prossimi anni verrà ulteriormente devastato in pianura, collina e montagna da ulteriori parchi eolici che verranno realizzati sul territorio.
Il senso della mia proposta al Consiglio Regionale della Regione FVG di rivedere la normativa regionale che individua aree idonee e non idonee (contenuta nelle ultime righe della petizione, che comunque argomenta la difesa del territorio delle Valli del Natisone e del Torre ma anche di tutto il Friuli Venezia Giulia) è appunto evitare che la Regione FVG faccia la fine di Sicilia, Puglia e Sardegna (oltre a Calabria, Basilicata e Campania) turbate sul territorio da questa distesa di pale eoliche a perdita d’occhio.

Luca Scantamburlo
27 Luglio 2025

DOCUMENTI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

RAPPORTO 41 ENEA, Fusione fredda
«[…] L’osservazione di una quantificabile trasmutazione di Deuterio in Elio, prova univocamente che alla base del fenomeno della cosiddetta “fusione fredda” c’è un processo di natura nucleare»

PETIZIONE AL CONSIGLIO REG. FVG A SALVAGUARDIA DELLE VALLI DEL TORRE E NATISONE

DELIBERAZIONE DELL’ASSEMBLEA DEI SINDACI
Comunità di Montagna del Natisone e Torre, 22 luglio 2025

DOCUMENTAZIONE Regione FVG Progetto di un impianto eolico denominato “Pulfar”
di potenza nominale pari a 28,8 MW integrato con un sistema di accumulo di potenza nominale pari a 20 MW da realizzarsi nei Comuni di Pulfero, Torreano, Cividale Del Friuli, Moimacco e San Pietro al Natisone

Photo credit
Pale eoliche in riva al mare sotto nuovole bianche, Vigan City, Ilocos Region, Philippines
Foto di Jem Sanchez, Pexels.com

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